"I libri pesano tanto, eppure chi se ne ciba e se li mette in corpo, vive tra le nuvole" Luigi Pirandello in "Il fu Mattia Pascal"

venerdì 28 novembre 2014

Caterina Soldini, “Vita e luce”

Non vedo altro che buio. Dove sono? I miei occhi sono aperti, asciutti e attendono. Sono seduta qui, ma al qui non so dar nome. Allora mi alzo e cammino. Ho percorso a lungo questo spazio di vaghezza, ma ancora nulla. Non uno spiraglio di luce. Ancora buio. Buio fitto. Così compatto. Riesco persino a tastarne la densità, che lenta mi assorbe. Percepisco delle voci in lontananza. Confuse voci che si sovrappongono, confondendosi nell'aria scura. Mi dirigo dove esse sembrano chiamarmi, con la chiara intenzione di distinguere le loro fattezze. 
E' solo gente! Gente che blatera e blatera e ancora blatera con l'unico scopo di un blaterare fine a se stesso. Gente. Solo gente-gentaglia. Ma non voglio lei. 
Buio. Buio che penetra nel cuore. Gli occhi così si chiudono, sperando nell'immagine di un solo colore che li abbagli. Ma nulla. Ancora un solo nero. Cosa esigono tuttavia? Non han ricordo di nulla che sprigioni luminosità pura. Una desolazione!
Vita e buio. Quale grande contrapposizione! Chiamerei piuttosto “Morte” questo mio andare solitario per l'ignoto oblio informe. Quanto tempo è trascorso? Quanto in relazione alla strada di cui, in realtà, non ho nessuna stima? Come quantificarlo? 
Continuo imperterrita a percorrere questo “non so dove”. Mi sento paziente e fiduciosa. 
Desidero: “aspiro alle stelle”. Aspiro al Sole. Aspiro a tutto quello che è luce. Dov'è la mia Stella? Dove il mio unico Sole? Devo attendere che si innalzi illuminando questa gelida e grigia oscurità che circonda la mia anima vagante. Devo! Devo perché So. Conosco la mia volontà. So...ed insieme ascolto l'Essenza che mi guida tenendomi fermamente le mani. Le tiene così strette legandole alle sue. Così strette, senza mai manifestare un abbandono...
Cosa scorgo? E' un pertugio quello che si forma nel nulla a mostrarmi l'assaggio di un bianco particolare. Una singola crepa ad aprirsi. In sua prossimità l'Essenza mi conduce. Lentamente vedo sgretolarsi la parete d'oscurità. Una mano tesa al di là di essa mi invita a varcare il nero spessore ancora in piedi. La afferro forte! Ci sono quasi... 
LUCE! Un Universo di colori! Una Luce così intensa si riflette sulla mia anima intera. Nasco qui ed ora! Inizio la Vita, toccando felicità. Vita e luce. L'unica Vita che ho atteso. Una Vita che ho voglia di vivere per l'eternità.
 
 

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