"I libri pesano tanto, eppure chi se ne ciba e se li mette in corpo, vive tra le nuvole" Luigi Pirandello in "Il fu Mattia Pascal"

lunedì 10 novembre 2014

RECENSIONE/ Nicola Loiacono, "LibertAmore" (Nulla die 2013)




Nicola Loiacono, giovane talento pugliese, con dipendenza da emozioni. Classe '84. È nato a Bari sotto il segno dello Scorpione. 

"La maggioranza desiderava un posto fisso e un reddito fisso, oltre che una scopata fissa. Insomma, la gente non voleva altro che sicurezza. Io no. Io cercavo l'instabilità. Nell'instabilità percepivo l'essenza della vita".

Libertà e Amore, il protagonista del romanzo, scopre siano due universi, apparentemente opposti, ma imprescindibili, tanto che nel titolo li unisce, facendoli diventare una parola sola.

Una storia, in parte autobiografica e in parte frutto dell'immaginazione, che descrive la fame di vita, di esperienze e di emozioni di un giovane ragazzo, sicuro di sé e dell'effetto del suo fascino sul "gentil sesso".
Un personaggio a metà tra Dorian Gray e Don Giovanni moderni, che passa volentieri, la maggior parte del suo tempo libero, a sedurre le donne, dalle quali sembra essere quasi dipendente.
Audace e incosciente al tempo stesso. S'illude, così, di poter rimediare ad una realtà inappagante, e di poter colmare il vuoto provocato da una delusione passata (ancora non del tutto). 

Una generazione, quella di Niki Loia, precaria nel lavoro, ma anche nei valori e nei sentimenti, spesso in bilico e facilmente sfuggenti. 


Un mondo di incertezze, in cui diventa fondamentale il ruolo della famiglia, un rapporto tra genitori e figli che sia empatico e non giudicante.


Un romanzo ambientato in una Bari contemporanea, con vite travolte dalla frenesia cittadina, alle quali fanno da sfondo macchine e cemento.

"LibertAmore", in realtà, non è solo il racconto di una gioventù dissoluta, di una "vita spericolata". Al lettore, sembrerà quasi, pian piano, di poter aprire porte di stanze più intime della coscienza del giovane protagonista, Niki Loia, tanto duro e spavaldo fuori, ma con un grande cuore e una grande sensibilità. 
A tratti malinconico, ma anche molto spesso ironico,  e fiducioso.

"...accade rarissime volte, ma quando qualcosa di buono compensa per eccesso qualcosa di cattivo, ti senti in perfetta armonia con la vita. È come se, improvvisamente, riesci a muoverti al ritmo della vita, anzi, è come se la vita stessa si piegasse e si muovesse al ritmo della tua musica".

"LibertAmore" intriga il lettore e lo immerge nella lettura, che difficilmente riesce a interrompere, prima di arrivare alla fine del romanzo stesso. Un finale inaspettato, con un messaggio probabilmente allegorico, che lascerà tutti un po' sorpresi e forse confusi.

Un testo dal linguaggio diretto, scorrevole, senza falsi pudori, mai noioso. Con una certa tensione erotica, ma anche una non indifferente sfumatura romantica. Un personaggio istrionico, Niki Loia, con un particolare approccio all'esistenza.

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