"I libri pesano tanto, eppure chi se ne ciba e se li mette in corpo, vive tra le nuvole" Luigi Pirandello in "Il fu Mattia Pascal"

lunedì 19 gennaio 2015

Margaret Mazzantini, "Nessuno si salva da solo"

La lingua era la cosa che più gli era piaciuta.
Piccola, rossa, mite e improvvisamente piena di nervi e di sangue come lei.
Ore di baci. Nei parchi, contro i muri, come gli adolescenti quando cominciano a provare, a
sondare un altro corpo dentro. Vermi caldi,
incollati di torpore, che si lasciano cadere, scivolare. Lui s'infilava in quella bocca e ci cadeva, muoveva la lingua come una pala nella polenta. Te ne andavi, diventavi umido e pieno di fiamme. Crescevi insieme alla saliva. Non eri più il povero stronzo di una settimana prima. Perché lei ti voleva come una sanguisuga, come una pianta cerca il sole. Come tutte le cose stupide che si cercano nel mondo semplicemente per vivere.
Si staccavano per poco e si guardavano, soddisfatti. Di niente. Di quel ruminare. Poi tornavano al lavoro. Come operai sudati. Perché di quello si trattava. Fondamenta di saliva per un amore.

 

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